Maiale al Curry alla Beady Eye

maiale al curry_beady_eye

Maiale al curry alla Beady Eye

In occasione dell’uscita del nuovo album da me attentamente ascoltato e in parte apprezzato, dedichiamo al fratello Gallagher ‘cattivo’ questo piatto veloce e ultra riempiente ascoltando il primo singolo estratto (ma ci sono pezzi ben più soddisfacenti di questo in BE) con sempre più evidenti riferimenti Beatlesiani che tant’è ci restano in testa, io lo so

la ricetta in questione è uno di quegli arrangiamenti dell’ultimo minuto: bocconcini di maiale, curry e verdurine.

Ingredienti:

400g filetto di maiale
1 cipolla
2 carote
curry
birra weiss
farina
x il cous cous servono anche acqua – olio – sale

Preparazione:
Per preparare il maiale al curry tagliate la carne a cubetti e infarinatela (mettendo un po’ di curry direttamente nella farina).
Affettate le cipolle grossolanamente e le carote sottili con un pelapatate.
In una padella fate cuocere (non troppo) le verdure con un po’ di curry; una volta pronte aggiungetevi il cous cous che avrete preparato precedentemente (istruzioni sulla scatola ci vogliono 5 minuti di orologio).
In un’altra padella scaldate dell’olio e fate rosolare la carne, sfumate con la birra e lasciate evaporare l’alcol.
A questo punto unite i due preparati e mescolate.

In vino consigliato da Vania Valentini:

Per questo Maiale al Curry è perfetto un vino di struttura, di corpo, con una grande aromaticità ma sostenuto da un importante freschezza, come può essere il Gewürztraminer di Hosfstatter, Alto Adige.
Bellissimo già dal colore, carico, luminoso, giallo paglierino vivo e di grande intensità l’olfatto che qui propone note aromatiche, speziate, di frutta tropicale come il litchi; si percepiscono poi note di fiori secchi e rose.
Elegantissimo e dal grande carattere, al palato riprende i sentori percepiti prima: è denso, ricco, dal corpo saldo con questa importante vena fresca e vivace che sostiene ed equilibra il tutto. Dalla lunghissima persistenza, va consumato ad una temperatura di 10-12

maiale al curry

Beatrice Tarizzo

..dovrei studiare per laurearmi e invece cucino. La mia serata ideale è una cena dove dico io e magari un bel trio jazz. Piango spesso con Jimmy Page, in realtà dovevo chiamarmi Ella Fitzgerald, ma qualcuna qualche anno prima mi ha rubato il posto. Ho un gatto sulla clavicola e le dita sempre in viaggio sulla tastiera. Se volete leggermi mi trovate anche qui: http://www.doppimenti.com/


Caricando...