Agnello alla Diavola Lamb of God

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Agnello alla Diavola Lamb of God

Milano, 7/01/2014

Dopo una serata all’insegna della diavolessa Jill, i Decapitated che ricordano azioni diaboliche e i Lamb of God che suonano la musica del diavolo in nome de l’agnello di dio, RicetteRock non poteva far altro che dedicare il suo agnello alla diavola ai Lamb Of God. roba che scotta

Ingredienti:

1 kg Agnello
4 cucchiai Olio di oliva
1 spicchio d’Aglio
Rosmarino
125 ml Vino bianco
Peperoncino in polvere
2 foglie di Alloro
sale q.b.

Preaparazione:

Tagliare a pezzi di media grandezza la carne d’agnello.
Farla rosolare in padella con un soffritto di olio, due spicchi d’aglio, un rametto di rosmarino, due foglie di alloro e il peperoncino rosso piccante.

Fare cuocere a fuoco piuttosto vivace finché la carne non sarà ben dorata. Abbassare il fuoco moderatamente e continuare la cottura per una buona mezz’ora.

Quando l’agnello sarà quasi cotto, spruzzarlo con un bicchiere di vino bianco e farlo sfumare a fuoco vivo.
Servire la carne d’agnello ben calda.

Il vino consigliato da Vania Valentini:

Qui abbiamo un piatto dai caratteri decisi, speziato e piccante… abbinerei un vino come l’Aglianico del Vulture Superiore, grande vino della Basilicata, che possiede le stesse caratteristiche e la medesima potenza gusto-olfattiva.
Al calice si presenta di un bel rosso rubino intenso, tendente al granato. Al naso è un tripudio di profumi: decisi sentori fiori, tra tutti spicca la violetta e frutti a bacca nera e rossa: l’amarena, il mirtillo, la prugna, il lampone, la ciliegia e la mora. Arrivano poi con l’evoluzione le note speziate: vaniglia, liquirizia, pepe nero e ma anche note balsamiche.
Al palato è pieno, morbido, dai tannini morbidi e il finale sapido. Il frutto ritorna al palato, aiutato dalla lunghissima persistenza.

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Recensione del concerto:
di Jessica Carpentieri

Considerati una delle migliori band metal della nuova generazione, i Lamb Of God sono tornati in Italia con un proprio tour, questa volta ospiti dell’Alcatraz di Milano per un’unica data.
Dopo aver affrontato il tour americano, era decisamente il momento di attraccare anche nel nostro bel paese; era l’ora di un po’ di sano metal per riprendersi dal miele e le dolcezze natalizie.
Ad aprire le danze, o meglio il pogo, ci han pensato gli Huntress capitanati dalla sua diavolessa bellissima Jill Janus; con la sua voce particolare, graffiante al punto giusto, i suoi acuti e i suoi movimenti da pantera ha conquistato il pubblico già numeroso. Alle 20 é il momento dei polacchi Decapitated con il loro death metal stra-tecnico e coinvolgente: 40 minuti di puro pogo sotto palco, death of wall e circle pit creatisi senza neanche essere incitati dal cantante, poche regole, niente oggetti contundenti o borchie e si aiuta chi cade, per il resto delirio autentico.
Alle 20.45 cambio palco e arrivano gli acclamatissimi Lamb of God.
Già dalla prima canzone “Desolation”, tratto dall’ultimo album del 2012 “Resolution”, il gruppo statunitense fa capire chi comanda e quali saranno i ritmi del live. Un concerto scandito dalla qualità delle canzoni eseguite magistralmente a livello tecnico e caratterizzate soprattutto da un sound molto heavy rispetto al passato soprattutto per quanto riguarda il lavoro delle due chitarre.
Proprio per quanto riguarda il chitarrista, nel pomeriggio sul profilo facebook della band era apparso l’annuncio che Morton avrebbe abbandonato il tour per motivi di famiglia e sarebbe stato sostituito da Paul Waggoner dei Between The Buried And Me. Il cambio di lineup non ha però spaventato la band e i fans che infatti hanno accolto il “nuovo arrivato” con uno straordinario entusiasmo.
Straordinario, come sempre, anche il pogo dell’alcatraz ma il culmine dello spettacolo è arrivato durante l’esecuzione della famosissima Redneck tratta dall’album “Sacrament”. Per l’occasione è salito sul palco anche Marco Biazzi, chitarrista dei Lacuna Coil, che già dal giorno precedente aveva fatto intuire sul suo profilo facebook che stava ripassando la canzone e preparando una gradissima sorpresa.
Volumi devastanti, un muro di amplificatori, doppia cassa e un energico e in forma Randy hanno reso questo ritorno dei Lamb of God un evento a cui non si poteva assolutamente mancare.

Setlist

Intro
Desolation
Ghost Walking
Walk with Me in Hell
Hourglass
Set to Fail
Now You’ve Got Something to Die For
The Undertow
Omerta
Ruin
In Your Words

Encore:
Vigil
Laid to Rest
Redneck (feat. Marco Biazzi)
Black Label

Andrea Bariselli

Musicista, Produttore, Manager di artisti, Editore musicale, Marito, Giocatore professionista di Fifa, Portiere il giovedì sera ma sopratutto REAL ROCKchef! Cura la rubrica RicetteRock su Panorama.it


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