Tagliatelle Vongole e Bottarga alla Van Halen

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“Le tagliatelle Vongole e Bottarga le scoprii quella sera..”

Ci sono Storie che a sentirle raccontare si fa fatica a credere che siano vere.. Le mie sono tra queste.
Per fortuna ho sempre qualcuno che per un motivo o per un altro, vuoi che fosse presente o che abbia visto e sentito, può testimoniare a mio favore, altrimenti mi auto-darei del “cazzaro” e stenterei a credermi.

A metà degli anni ’90 oltre al Rock Planet, ero direttore artistico del Factory, quello originale, una hall per concerti da 1500 persone dove in quegli anni suonarono tra gli altri Offspring, Blur, Faith no More, Skid Row… e per l’appunto i Van Halen che presentavano il loro “Balance” esattamente il 31 gennaio 1995.

Eravamo li dalla mattina per organizzare il tutto e la band arrivò nelle prime ore del pomeriggio per fare il soundcheck e una serie di interviste.

Alle 18 quando gran parte del lavoro era stato fatto ed era arrivato il momento di rilassarsi prima della serata, vidi Eddie seduto in un angolo che si scaldava a chitarra spenta e mi avvicinai quatto quatto per poi sedermi di fianco.

Il mio essermi accomodato non sembrava dargli fastidio tant’è che presi il coraggio a due mani e gli chiesi se mi suonava “Eruption” ( per chi non lo sapesse “eruption” è un assolo di chitarra che ha reso famoso Eddie Van Halen, uno dei primi soli di chitarra registrati su un disco come se fosse un brano a se stante e che ha influenzato migliaia di chitarristi con la tecnica del tapping che grazie a lui diventò popolarissima).

Non fece una piega e inizio a suonarla… solo per me.. Io, Eddie e Eruption in versione acustica ( nel senso che stava suonando con la chitarra elettrica ma senza amplificatore). Una sensazione molto forte che ancora oggi al sol pensiero mi emoziona ricordandomi la semplicità di quell’uomo che era in un periodo difficile della sua vita in quanto stava cercando di disintossicarsi dall’alcool ma che con un semplice ( per lui… ) picchiettio sul manico della chitarra, mi regalò un momento straordinario e indimenticabile.

Grazie Eddie e grazie ai Van Halen che quella sera, nonostante ci fosse Sammy Hagar alla voce ( NON MI PIACE PROPRIO SAMMY), misero a ferro e fuoco il Factory, regalando uno show pazzesco di cui ancora oggi chi ebbe la fortuna di esserci parla quando vuole citare un concerto straordinario e così esclusivo.

Le tagliatelle Vongole e Bottarga le scoprii quella sera in un ristorante sardo vicino alla Venue… da allora la Bottarga è uno dei miei sapori preferiti  e le tagliatelle vongole e bottarga sono una delle ricette veloci che amo cucinare di più perchè mettono d’accordo tutti e se a qualche “pazzo” non piace la Bottarga, questa pasta solo con le vongole è già eccezionale… ma tagliatelle vongole e bottarga a mio parere è un connubio davvero perfetto.

Ingredienti per 4 Persone:

320 gr. tagliatelle
1 kg Vongole
Mezzo bicchiere vino Bianco
20 gr. Bottarga
Prezzemolo
1 spicchio Aglio
Olio EVO
Sale

Preparazione:

Per preparare le tagliatelle vongole e bottarga per prima cosa mettete le vongole a bagno in acqua salata per almeno un ora, scolarle, sbatterle in modo che espellano l’eventuale sabbiarimasta e sciacquarle nuovamente per più di una volta.
Metterle poi in una pentola con olio, aglio schiacciato, vino bianco e qualche rametto di prezzemolo.
Mettere il coperchio e cuocere a fiamma vivace per qualche minuto 3 o 4 dovrebbero essere sufficienti perchè le vongole si aprano tutte.
Scolarle e filtrare il liquido di cottura con un colino e versarlo in una padella.
Cuocere le tagliatelle, scolarle e versarle nella padella con l’acqua filtrata dalle vongole e finire la cottura a fiamma bassa, continuando a mescolare.
Aggiungere qualche foglia di prezzemolo tritata e impiattare con una generosa grattugiata di bottarga.

Il Vino consigliato da Vania Valentini:
Per un piatto che propone i sapori del mare e dalla spiccata sapidità ed aromaticità come le linguine vongole e bottarga, vedo bene un vino come un Sauvignon del Friuli: anch’esso aromatico, fresco e pungente, ma allo stesso tempo di buona struttura e morbido.
Bello il colore giallo paglierino vivo, cristallino. Al naso l’attacco è intenso, vigoroso, note di salvia, biancospino, ginestra, foglia di pomodoro ma anche di frutta gialla fresca. Al palato è ampio, spiccata l’acidità, qui ben equilibrata dalla morbidezza. E’ avvolgente. Gli aromi percepiti al naso qui si sprigionano e ritornano, accompagnati dalla lunghissima persistenza gustativa. Servire ad una temperatura di 8-10 gradi.

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Andrea Bariselli

Musicista, Produttore, Manager di artisti, Editore musicale, Marito, Giocatore professionista di Fifa, Portiere il giovedì sera ma sopratutto REAL ROCKchef! Cura la rubrica RicetteRock su Panorama.it


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