Risotto con Mandorle alla Aerosmith

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E’ passato da qualche giorno il concerto degli Aerosmith a Milano e ho ancora in bocca il sapore dolciastro del sangue..
Si perché gli Aerosmith ci hanno letteralmente preso a schiaffi con una performance maestosa, carica di energia e impeccabile sotto tutti i punti di vista.
E pensare che sono degli ultra sessantenni da cui le finte-rockstar odierne dovrebbero solo imparare.
Per rimanere in tema di cose dolciastre vi propongo un risotto estivo molto fresco e per l’appunto con una punta di dolce dovuto alla mandorle e al latte.
Per non rischiare di prendere ancora schiaffi NON accompagnatelo con la musica degli Aerosmith potrebbe essere pericolo!

Risotto con Mandorle alla Aerosmith

Ingredienti:

300 gr. riso carnaroli
50 ml. latte intero
30 gr. parmigiano reggiano
20 gr. burro
75 gr. di mandorle tritate
una cipolla
un litro brodo vegetale
prezzemolo
Olio Evo

Preparazione:

Per prima cosa preparare il brodo vegetale ( se avete le verdure meglio altrimenti andrà benissimo anche fatto con un dado)
Mettere a soffriggere in poco Olio Evo e con una noce di burro la Cipolla.
Dorata la Cipolla aggiungiamo il riso e lo facciamo rosolare.
Una volta rosolato iniziamo la cottura con il brodo aggiungendolo un mestolo alla volta e a circa metà cottura aggiungiamo il prezzemolo.
A pochi istanti dalla fine della cottura aggiungiamo un pizzico di sale e il latte.
Spegniamo il fuoco e aggiungiamo le mandorle tritate, il parmigiano reggiamo e il burro rimasto.
Lasciamo mantecare il risotto qualche minuto coprendolo con un cucchiaio e serviamo subito.

Recensione del concerto di Jessica Carpentieri

Se i decenni non hanno scalfito l’indole rock e l’energia degli Aerosmith, poteva mai pensarci il nubifragio che si è abbattuto su Rho la mattina del concerto? Assolutamente no. Il maltempo della mattinata ha fatto posto ad un tiepido sole nel pomeriggio permettendo a tutte le band in programma per il concerto di rispettare orari e scalette. I primi a salire sul palco sono stati i “The Treatment”, band rock inglese che ha fatto da apripista ai più conosciuti “Walking Papers”, band americana in cui padroneggia al basso l’ex dei Guns, Duff McKagan. Noi arriviamo all’arena intorno alle 19.00, giusto in tempo per raggiungere il palco ed assistere alla performance degli Extreme. Guardandoci intorno notiamo che la gente è felice e entusiasta quindi suppongo che il concerto sia andato bene e ha soddisfatto chi aspettava ormai da anni il ritorno della band. Ci gustiamo la bellissima ed emozionante versione acustica di uno dei brani più famosi della band “More than words” dove oltre a vedere la partecipazione dei cori del pubblico ha avuto ospite e una voce speciale: in un angolino nascosto del palco presente anche Mister Steven Tayler.
Cambio palco e arrivano, gli Alter Bridge: ultimamente Myles Kennedy e soci passan spesso nel nostro bel paese e l’accoglienza del pubblico dell’arena di Rho sembra dargli ragione. Attaccano il concerto con “Addicted to Pain”, tratto dall’album dello scorso anno “Fortress”, seguito da “Come to life; anche se qualche problema di audio non ha garantito alla band la miglior a cui siamo abituati ad assistere, per fortuna tutto si è risolto in breve tempo permettendogli di adempire al loro compito: divertire i fans per una bella oretta piena.
Come sempre accade in questi grandi eventi, l’attesa è per gli headliner, la hard rock band per eccellenza, gli Aerosmith!
Anche se con quasi trenta minuti di ritardo, sulle note di “Mama Kin” la band entra in scena con una carica di energia tale da far dimenticare in un lampo i minuti di attesa, una carica esplosiva per Steven Tayler e soci come una bomba ad orologeria, che non aspettava altro di essere innescata. Era, infatti, dal 2010 che la band non si esibiva in Italia ma la scaletta da urlo proposta non ha fatto rimpiangere tutto il tempo passato. Una setlist ha toccato punte di apice e delirio collettivo già dalla terza canzone con “Love in Elevator” e “Cryin”, ed è passata anche per canzoni tratte dall’ultimo lavoro “Music from Another Dimension!” come “Oh Yeah” e “Fredom Fighter” affidata alla voce del chitarrista Joe Perry con alle spalle la proiezione sui maxischermi di un video con scene di Joe che gira in incognito e indisturbato con la sua chitarra tra le vie di Milano e in Piazza Duomo.
Uno spettacolo impeccabile, divertente e graffiante, note e suoni miscelati perfettamente agli acuti di Steven, resi ancora più emozionanti dalla cornice di migliaia di persone pronte ad urlare con lui. Come da copione il culmine della partecipazione è stata sulle note di “I Don’t Want to Miss a Thing”, tra accendini, telefonini e coccole tra i fidanzati presenti si è andati verso la fine della serata. Una breve pausa prima del bis, in cui il service ha portato sul palco un pianoforte bianco ed ecco ricomparire la band, prima con “Dream on” e poi per la canzone conclusiva della serata “Sweet emotion”.
Non c’è che dire, questa estate è stata caratterizzata dal ritorno in Italia di grandi band storiche come gli Aerosmith, i Rolling Stones, i Black Sabbath e i Pearl Jam e a vedere come ogni singolo componente continui a dimenarsi sul palco e come l’energia continui a sprigionarsi da ogni strumento da intendere che abbiano davvero tutti fatto un patto con il diavolo, che la musica è l’elisir dell’eterna giovinezza a cui anche Steven e soci non han saputo rinunciare.

Mama Kin
Eat the Rich
Love in an Elevator
Oh Yeah
Cryin’
Livin’ on the Edge
Last Child
Rag Doll
Freedom Fighter
(Lead Vocals by Joe Perry)
Same Old Song and Dance
Rats in the Cellar
I Don’t Want to Miss a Thing
No More No More
Come Together
(The Beatles cover)
Dude (Looks Like a Lady)
Walk This Way
Encore:
Dream On
(with Angel snippet)
Sweet Emotion

Andrea Bariselli

Musicista, Produttore, Manager di artisti, Editore musicale, Marito, Giocatore professionista di Fifa, Portiere il giovedì sera ma sopratutto REAL ROCKchef! Cura la rubrica RicetteRock su Panorama.it


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