Risotto al Castelmagno, Bieta e Nocciole alla Twisted Sister

Risotto al Castelmagno, Bieta e Nocciole alla Twisted Sister

Ho cucinato questo risotto al Castelmagno, bieta e nocciole, con il sottofondo musicale del Twisted Sister, band americana glam-rock degli anni 80’/’90, a cui devo parte della mio essere RockChef.

E’ con le loro note da “I Wanna Rock!” a “We’re Not Gonna Take It”, che ho ballato per ore e adesso è con le loro note che mi lascio ispirare in cucina.
Ecco il racconto e il da farsi per questo delizioso risotto.

Enjoy!

Ingredienti per 4 persone:

-320 gr. di riso (carnaroli o vialone nano)
-2 scalogni tritati
-mezzo bicchiere di vino bianco
-1 litro di brodo vegetale (preferibilmente non fatto con il dado)
-200 gr. di Castelmagno ridotto a scaglie
-80/100 ml. d’olio extra-vergine di oliva
-30 gr. di burro
-6 foglie di bieta
-18/20 nocciole tostate e pelate

 

Preparazione:

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Bollire le foglie di bieta in acqua salata per circa 5 minuti, poi scolarle e privarle delle costole;
In un bicchiere inserire le biete, circa 40 ml di olio extra-vergine e un po’ d’acqua di cottura delle biete, poi frullare il tutto con un minipimer;

 

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A questo punto aggiungere le nocciole già tritate grossolanamente (serbandone 8 per la presentazione), mescolare e tenere da parte fino al momento dell’utilizzo;
Soffriggere lo scalogno in circa 30 ml. di olio extra-vergine;

 

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Versare il riso e lasciarlo tostare per 1-2 minuti; sfumare con il vino bianco e portare il riso quasi a cottura, aggiungendo man mano il brodo ben caldo;

 

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Aggiungere il Castelmagno e aspettare che si fonda completamente, poi mantecare il risotto con il burro;
Servire il risotto coperto con due cucchiai di pesto, qualche scaglia di Castelmagno e due nocciole intere.

 

Il vino consigliato da Vania Valentini:

Il Castelmagno è un formaggio forte, dalla grande struttura ed aromaticità. Per equilibrare un primo di questo tipo è dunque necessario un vino altrettanto strutturato, dal gusto pieno e dalla lunga persistenza. Cosa di meglio dunque di un Dolcetto d’Alba come ad esempio quello di Cordero di Montezemolo, La Morra, Cuneo.

Si presenta di un elegante colore rosso rubino acceso; il profumo è fresco, nitido e richiama la frutta rossa a bacca piccola, la ciliegia, ma anche i fiori rossi freschi, la viola. Al palato l’attacco è morbido, il frutto ritorna, l’acidità è ben sostenuta e la trama tannica elegante e discreta. Molto piacevole e dalla lunghissima persistenza, da servire ad una temperatura di 15-16 C°

 

Risotto al Castelmagno, Bieta e Nocciole alla Twisted Sister

Risotto al Castelmagno, Bieta e Nocciole alla Twisted Sister

Vittoria Fitz Williams

Mamma, psicopatica, Rocky Balboa-dipendente, chef e chef pâtissier per il mio diletto e per il piacere di chi assaggia le mie creazioni, adoro la classica, l’hard&heavy e Tiziano Ferro. Ah, dimenticavo… di lavoro faccio il chimico.


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