Pasta al Pomodoro A’ LaCrus

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Pasta al Pomodoro A’ LaCrus

Quello di eseguire una ricetta il più semplice possibile nella maniera migliore possibile è una sorta di esercizio Zen che ogni tanto è un piacere concedersi: purtroppo i tempe e i ritmi a cui viviamo non me permettono tanto spesso.

Nella maggior parte delle case italiane per questa preparazione si impiega più o meno lo stesso tempo che trascorre tra l’accensione del fuoco sotto la pentola della pasta fino a quello di servire, compreso quello necessario ad aprire un barattolo di qualche cosa che puo’ spaziare, nel peggiorissimo dei casi, da un osceno tetrapak pieno di altrettanto oscena salsa rossa, arrivando fino al più fortunato caso di conserva amorevolmente preparata anno per anno insieme all’intera parentela fino al sedicesimo grado in festose catene di montaggio che partono da montagne di cassette piene di San Marzano e terminano con roventi vasi dal tappo dorato messi a sterilizzare.

Siccome non ho la numerosa parentela e nemmeno nessuno che mi regala conserva di pomodoro fatta in casa, mi sono arrangiato partendo dal pomodoro fresco. Io ci ho investito un’oretta abbondante di una bella domenica mattina d’estate, il ritorno in gusto e soddisfazione è stato all’altezza del tempo investito, Karma, Zen e Chakra vari compresi.

Ehi, dice, e la colonna sonora non ce la dai ???

Certo, e come no ? Un pezzo dall’atmosfera estiva, da canticchiare con sottofondo di cicale. Non sarà rock, ma è pur sempre roba che ha fatto la (yeah-oh-right) Storia della Musica. Nella versione dei LaCrus, per me, è ancora più bello. Enjoy.

“Estate
sei calda
come i baci che ho perduto
Sei piena
di un amore che è passato
E il cuore mio
vorrebbe cancellare”

La ricetta… ma che, davvero devo spiegarvi come si fanno due spaghi al pomodoro ? Eddai, su…

Che ci vuole a prendere dal frigo una splendida CIPOLLA ROSSA DI TROPEA, affettarla sottile sottile e farla stufare lungamente, prima con olio, poi aggiungendo ACQUA un po’ alla volta,  per almeno una mezzoretta ?

E che ci vuole a prendere un paio di bei POMODORI ROSSI A GRAPPOLO, fargli su un paio di belle crocette col coltello, sbollentarli e spellarli pazientemente, facendo attenzione a non scottarsi i polpastrelli, tenendo da parte le bucce ? (a che servono? Lo so io, lo so…)

“Odio l’estate
Il sole che ogni giorno
ci scaldava
Che splendidi tramonti
dipingeva
Adesso brucia solo con furor “

E che ci vuole, ancora, prima di pesare UN PAIO DI ETTI DI SPAGHETTI, a raccogliere qualche ciuffo di BASILICO dal vaso in giardino? I pomodori, una volta spellati – fotografati –  e privati dei semi, finiscono nella stessa padella della cipolla, incoperchiati e lasciati asciugare, sempre a fuoco basso, aggiungendo un pizzico di sale e magari una puntina di zucchero per bilanciarne l’acidità. Passo dopo passo il piatto prende forma: cuoce la pasta, il classico minuto in meno rispetto a quanto scritto sulla confezione, ed è quasi pronto da impiattare. Olio crudo, il basilico, et voilà. Estate.

“Tornerà un altro inverno
Cadranno mille petali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po’ di pace tornerà “

Addendum: con le bucce del pomodoro, leggermente unte, salate e ruotate nel micro per 6’ alla massima potenza, si ottengono delle croccanti e ficosissime CHIPS DI POMODORO, utilizzabili per guarnire il piatto. Sempre se non vi dimenticate di mettercele prima di fotografarlo, naturalmente…

“Odio l’estate
Che ha dato il suo profumo

ad ogni fiore
L’estate che ha creato

il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore

Odio l’estate

Odio l’estate…”

Il vino consigliato da Vania Valentini:

Un piatto apparentemente semplice ma in realtà pieno di gusto e caratterizzato da ingredienti semplici e prettamente italiani… i più buoni!
Qui abbinerei un vino altrettanto pieno ma allo stesso tempo elegante e semplice, come ho trovato il Frascati Superiore dell’Azienda “Castel de Paolis”.

Assemblaggio di diversi vitigni tipici del Lazio, tra i principali Malvasia di Candia, Malvasia Puntinata, Trebbiano Toscano, questo vino si presenta con un intenso colore giallo paglierino dai riflessi dorati.
Profumatissimo, propone un ricco bouquet ingentilito da note di pesca bianca, melone, miele millefiori ma anche spezie dolci. L’attacco al palato è morbido, equilibrato successivamente dalla freschezza e l’acidità. Le note minerali allungano nel finale accompagnate dal frutto, che qui ritorna.
Da servire ad una temperatura di 6-8 C°.

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Foodie Fighter

Bolognese, Buongustaio, Blogger. Motociclista e cuoco della domenica, rocker tutti i giorni. Amante della buona cucina e della buona musica, gastroscribacchia per divertimento sul blog thefoodiefighter.wordpress.com


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