Trogolo con le uova à la Janis Joplin

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Trogolo con le uova à la Janis Joplin

Ascolto consigliato: “Piece of my Heart”

Ricetta per quattro persone

Inutile dirlo, si capisce già dal nome.
Questo rientra nella categoria dei piatti confortanti ma è così buono da mangiare che vale la pena condividerlo.
È il piatto ideale da mangiare quando avete il cuore infranto o siete talmente innamorati che è quasi un dolore fisico quello che sentite.
Chi meglio della favolosa Janis può esprimere questi concetti, con la sua voce calda e roca e la sua passione…
tuffatevi in questa meraviglia a base di uova….
Il problema è che nel mangiarlo farete fuori in chilo di pane.
Procuratevi delle uova freschissime, a volte muovendosi di pochi chilometri dalla città si trovano dei mercatini fantastici gestiti dagli stessi contadini.
I pomodori possono anche essere conservati e quindi potete utilizzare i pelati.
Se siete in stagione, vi raccomando i pomodori San Marzano.
E naturalmente pane casereccio, il vostro preferito, tagliato a fette spesse.
È un piatto povero della tradizione della mia famiglia da gustare da soli o con degli amici intimi o con chi non si scandalizza se mangiate con le mani….
Ho già l’acquolina.

Trogolo con le uova à la Janis Joplin

Ingredienti:

1,5 kg di pomodori tipo San Marzano o 800gr di pelati
1 cipolla di Tropea grande
3 cucchiai di olio
8 uova
Sale e pepe qb
1,5 kg di pane casereccio tipo Altamura o Pugliese

Procedimento:

Lavate e sbucciate i pomodori.
Tagliateli a pezzettoni.
Non occorre eliminare i semi.
Mondate e tritate finemente la cipolla.
Togliete le uova dal frigo.
Tagliate il pane a fette spesse circa un centimetro.
Prendete un tegame basso ma capiente nel quale ci stiano poi anche le otto uova. Mettete l’olio e la cipolla.
Accendete il fuoco e fate rosolare a fiamma media per 5 minuti.
Salate leggermente.
Unite i pomodori, mescolate bene e fate cuocere per 10 minuti a fuoco medio. Aggiustate di sale.
Il sugo deve essere bello denso ma non troppo asciutto.
Abbassate la fiamma.
Fate il posto alle uova nel pomodoro: dovete ricavare come dei piccoli nidi aiutandovi con un cucchiaio di legno.
Rompete un uovo su una ciotolina.
Aggiungetelo al sugo senza romperlo.
Continuate così, aggiungendo un uovo alla volta delicatamente.
Mentre le uova iniziano a cuocere utilizzate un cucchiaio di legno e fate dei cerchi intorno al tuorlo dell’uovo, in modo che l’albume si stacchi e si mescoli con il sugo di pomodoro.
Questa operazione vi consentirà di rendere il sugo più saporito e l’uovo deliziosissimo.
Fate cuocere a fuoco basso fino a che il bianco non si sarà rassodato.
Salate e pepate abbondantemente.
Spegnete il fuoco.
Trasferite su un piatto individuale due uova per ciascun commensale, una dose generosa di sugo e mettete sul bordo del piatto due fette di pane.
Se potete servitelo come fanno a Tel Aviv dove è un piatto che viene consumato durante la colazione.
Cuocete le uova con il sugo in padelline piccole, ognuna per ciascuno, e servite direttamente così, poggiando la padellina su un tagliere o sul piatto.
Non vi dico cos’è il sugo bruciacchiato che rimane attaccato ai bordi.
Peccaminoso!
Tenete pronti sale e pepe per chi volesse aggiungere sapore e naturalmente altre fette di pane.
Lasciate fuori dalla stanza l’etichetta e invitate tutti e fare la scarpetta e a usare le mani per bagnare il pane nel sugo.
Se a qualcuno scappa di leccarsi le dita vuol dire che avete fatto proprio un buon lavoro.
Se lo considerate un cibo confortante e lo avete cucinato per voi e basta, mangiate dalla padella con un cucchiaio e tagliate il pane con le mani.
Ascoltatevi …. e tutto intorno a voi non avrà più importanza!
È un piatto che non ha bisogno di altri contorni, non avrete voglia di mangiare più nulla, o magari solo una fetta di dolce…magari al cioccolato!

trogolo

Tania Gallus

Food writer, musicalmente curiosa, rock fashion victim, aperta a nuove esperienze culinarie e fondamentalmente pazza. Amante della musica rock soprattutto se accompagnata da qualcosa che sfrigola sui fornelli, proprio come un vecchio vinile sfrigola sul piatto. Cura la rubrica La Cucina in Vinile.


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