Torta di patate dolci del Delta Blues

Torta di patate dolci del Delta Blues

A questo giro, dopo tante ricette salate, ci buttiamo sul dessert con un classico del soul food adatto alle fredde giornate invernali, ma che personalmente non disdegno nemmeno all’apice dell’estate: la torta di patate dolci.
Una specialità del sud degli Stati Uniti e, in particolare, del Mississippi, dove il rock affonda le sue radici nel delta del grande fiume omonimo e dove sono nati giganti del blues come John Lee Hooker, Muddy Waters e Howlin’ Wolf.
Un dolce superficialmente semplice ma con molte sfumature dovute alle spezie che ne fanno parte: un po’ come la “musica del diavolo”.

Per una teglia tonda da 25 cm., sei porzioni (o quattro, se siete in pochi e non volete farla invecchiare):

Base
250 gr. di farina 00
40 gr. di zucchero bianco
1/2 cucchiaino di sale
150 gr. di strutto freddo di frigorifero
60 gr. di burro freddo di frigorifero, tagliato in sei pezzi
200 gr. di latte freddo di frigorifero
In alternativa, o se siete di corsa, può andare un rotolo di pasta brisè.

Ripieno
600 gr. di patate dolci (quelle arancioni andrebbero meglio, ma vanno bene anche quelle bianche)
200 gr. di zucchero di canna
120 gr. di burro a temperatura ambiente
200 gr. di latte condensato non zuccherato
2 uova
1/2 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di noce moscata
Un paio di chiodi di garofano polverizzati
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
Panna montata

 

Procedimento:

– Per la base, mettere gli ingredienti secchi in una ciotola, mischiarli e fare un buco al centro;

– Versare strutto e burro nel buco e, con due coltelli, tagliateli finchè sono in pezzi molto piccoli;

– Mettete la ciotola in frigo per una mezz’ora: mantenendo i grassi freddi, la pasta sarà poi più friabile;

– Mischiare rapidamente la farina e i grassi con le dita fino a ottenere un impasto grumoso;

– Aggiungere il latte freddo e mischiare rapidamente con una forchetta fino a formare una palla friabile;

– Spostare la palla su una superficie liscia e lavorasre con le dita fino a farla diventare un po’ più compatta, ma non troppo: meglio mischiarla di meno che di più, per evitare che la base esca troppo dura;

– Avvolgere la palla nella pellicola trasparente e lasciare riposare in frigorifero tre ore;

– Accendere il forno a 175°.

– Stendere la palla su una superficie leggermente infarinata fino a uno spessore di circa 5 mm e adagiarla in una teglia dai bordi svasati imburrata e infarinata;

– Tagliare l’impasto che sborda lasciandone circa 1 cm che poi ripiegherete sui bordi della teglia;

– Bucherellare il fondo della base con una forchetta, e poi usare i rebbi della stessa per ornare il bordo schiacciandolo leggermente;

– Infornare fino a che la base incomincia a essere dorata, circa 20′;

– Estrarre dal forno e lasciar raffreddare completamente prima di riempire con il ripieno.

– Per il ripieno, lavare bene le patate e bollirle intere con la buccia per circa 30/45 minuti, a seconda delle dimensioni (per verificare la cottura, bucatele con uno stuzzicadente);

– Raffreddarle in acqua fredda, pelarle e schiacciarle in un recipiente semisferico di misura adeguata;

– Accendere il forno a 150°;

– Aggiungere il burro e mischiare con una frusta o il frullino elettrico fino a ottenere un impasto liscio;

– Aggiungere zucchero, noce moscata, cannella, chiodi di garofano e vaniglia e mischiare ancora;

– Aggiungere le uova una alla volta amalgamando bene;

– Aggiungere infine il latte continuando a mischiare;

– Versare il composto nella base, lisciarlo con un cucchiaio e cuocere per circa 40′, o fino a quando la torta incomincia a dorarsi e uno stuzzicadente inserito al centro viene fuori asciutto;

Servire a temperatura ambiente con un fiocco di panna montata a fianco (in estate, con una palla di gelato alla vaniglia).

 

Torta di patate dolci del Delta Blues

Torta di patate dolci del Delta Blues

 

Enrico Salvini

Metallaro, papà casalingo 24/7, motociclista (momentaneamente appiedato, ma con tre cassonetti a due ruote fuori uso in garage), amante di viaggi, serials, film, comics e tavole originali. Cinque anni di istituto alberghiero buttati giù per lo scarico, ma difficilmente ricevo rifiuti quando invito amici a cena. Se portassi simboli religiosi addosso, alla catenina ci sarebbe appeso un hamburger, medium-rare. Curo la rubrica RicetteRock su Panorama.it


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