Key Lime Pie à la Death Metal

Key Lime Pie à la Death Metal

Key lime pie. Per chi conosce le Florida Keys, l’immagine di spiagge, sole, caldo, onde e palme è immediata. Per me, metallaro con un debole per la parte più estrema, l’associazione è un po’ diversa: Death Metal!

La Florida è storicamente uno stato reazionario, ma è stato anche patria di una rivoluzione nel metal, portando alle estreme conseguenze ciò che in California era stato cominciato da Metallica, Slayer e Exodus e in Europa da Celtic Frost e Kreator.
Sebbene il termine “death metal” sia stato usato per la prima volta dai Possessed di Jeff Becerra per il loro omonimo demo-tape, il padre del genere è solitamente identificato nel compianto Chuck Schuldiner, fondatore, cantante e chitarrista dei leggendari Death, band nata a Orlando, in Florida e (cor)responsabile dell’origine di uno stile altamente tanto tecnico e complesso quanto brutale e incline alle contaminazioni.

Florida, come si diceva, patria anche dei Key lime, una specie di lime un po’ diversa da quella -“persiana”- che si trova dalle nostre parti: un pochino più amara e aspra e con la scorza più sottile e più semi, e che da a questo dolce un gusto particolare.
L’uso del latte condensato, inoltre, ha origini abbastanza antiche, risalenti a prima della diffusione dei sistemi refrigeranti che resero possibile l’utilizzo del latte fresco: la reazione tra gli acidi del lime e i grassi del latte faceva si che la torta “cagliasse” e si solidificasse senza bisogno di cottura.
I Key lime sono un prodotto piuttosto locale, non facilissimo da trovare nemmeno nel resto degli States al di fuori dei grandi centri, figuriamoci in Italia. E’ lecito quindi usare i lime che trovate qua, e il risultato sarà altrettanto delizioso.

La “finitura” di questa torta può essere principalmente di quattro tipi, ma io preferisco la più semplice, ossia nature, così come esce dal frigo dopo la cottura.
Le altre opzioni sono con fette di lime e un po’ di scorza gratuggiata; con fiocchi di panna montata, con o senza zucchero a seconda delle preferenze; con una soffice meringa tipo “lemon merengue pie”.

Ingredienti per una Key lime pie da 6/8 persone:

Fondo:

120 gr. di biscotti secchi (tipo Oro Saiwa o Digestive)
60 gr. di burro fuso
1 cucchiaio di burro per ungere la teglia
20 gr. di zucchero
Nota personale: a me questo fondo piace da impazzire, quindi per la mia utilizzo sempre il doppio delle dosi elencate. O anche di più, a seconda di quanto mi sento decadente al momento.

Ripieno:

400 gr. di latte condensato zuccherato
4 tuorli d’uovo
150 gr./ml. di succo di lime
La buccia gratuggiata di un lime (solo la parte verde, e meglio se bio)

 

Procedimento:

– Scaldare il forno a 175°;

Spezzettare i biscotti secchi, metterli nel frullatore con lo zucchero e, con la funzione “pulse”, dargli una decina di colpi da 1″ (in alternativa, mettere i biscotti e lo zucchero in un sacchetto da congelatore , chiuderlo e sbriciolarli finemente con un mattarello o un pestacarne);

– Versare i biscotti sbriciolati in una ciotola, aggiungerci il burro fuso e mischiare fino a quando la mistura appare completamente umida;

– Imburrare il fondo di una teglia di vetro dai bordi svasati da 25 cm. di diametro;

– Versare la mistura di biscotti nella teglia, spargerla uniformemente anche sui bordi svasati e pressarla con un bicchiere dal fondo piatto o un pestacarne. Il bordo si può pressare con un cucchiaino;

– Informare per una dozzina di minuti circa, fino a quando il fondo assume un bel colore dorato, estrarre dal forno e lasciar raffreddare;

– Abbassare la temperatura del forno a 160°;

– In una ciotola, mischiare bene il latte condensato, i tuorli, il succo e la scorza di lime;

– Versare il composto nel fondo e infornare per 15′ a metà altezza;

– Estrarre dal forno la key lime pie, lasciar raffreddare fino a temperatura ambiente e poi metterla in frigo dalle 3 alle 6 ore prima di servire.

 

Key Lime Pie à la Death Metal

Key Lime Pie à la Death Metal

Enrico Salvini

Metallaro, papà casalingo 24/7, motociclista (momentaneamente appiedato, ma con tre cassonetti a due ruote fuori uso in garage), amante di viaggi, serials, film, comics e tavole originali. Cinque anni di istituto alberghiero buttati giù per lo scarico, ma difficilmente ricevo rifiuti quando invito amici a cena. Se portassi simboli religiosi addosso, alla catenina ci sarebbe appeso un hamburger, medium-rare. Curo la rubrica RicetteRock su Panorama.it


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