Guacamole alla David Lee Roth

Guacamole alla David Lee Roth

Non so, forse è a causa della prima giornata di sole dopo settimane di nuvole e pioggia, ma la rock-ricetta di oggi non poteva che essere un fresco guacamole e, tra tutti i musicisti a cui avrei potuto pensare, nessuno mi sembrava più adatto di David Lee Roth, frontman dei Van Halen, solista, poi frontman dei Van Halen di nuovo, poi solista, poi frontman dei Van Halen ancora una volta, poi… no, non mi sono incantato, è proprio così!

Cosa, se non un bel guacamole attorniato di tortillas o tortilla chips, potrebbe attenderlo sul tavolo in spiaggia, una volta uscito da un azzurro oceano circondato dalle sue (e dei Beach Boys…) California Girls?

Il guacamole, così come il chili (ma che hanno questi piatti messicani?), può essere declinato in infiniti modi, tanti quanti sono i cuochi che si mettono a farlo.
Qui c’è la mia versione, passibile di variazioni in corso d’opera a seconda della disponibilità del frigorifero. Due cose sono però essenziali: avocado e lime.
Altrettanto essenziale è scegliere l’avocado al giusto punto di maturazione: se a una leggera pressione tra pollice e indice risulta duro, significa che è acerbo, quindi inutilizzabile (anche se esiste un trucco, ma è proprio l’ultima spiaggia…); se invece si sentono come delle sacche d’aria è troppo maturo; la consistenza giusta è quella di un panetto di burro a temperatura ambiente, con buccia verde bruno, non verde brillante.

Parlavamo di “ultima spiaggia“: se avevate promesso guacamole ai vostri amici e, poche ore prima di cena, riuscite a trovare solo avocado acerbi, potete tagliarli in quattro, togliere il nocciolo e buttarli in acqua bollente fino a quando non risultano morbidi (non molli!).
Ripeto, è da fare proprio in caso d’emergenza perchè il gusto non è certo quello dell’avocado ben maturato, ma può salvarvi. Meglio comprarli qualche giorno prima e, se acerbi, metterli in una pentola con qualche mela o banana a maturare.

Ingredienti per una ciotola in cui tuffarsi in quattro (o da soli, se c’è un bel film e avete un sacchettone di chips):

3 avocado maturi
2 lime
2 pomodori perini maturi
1 cipolla media
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaino di polvere di cumino tostata
2 cucchiai di foglie di coriandolo fresco tritato
1 peperoncino piccante fresco
1 cucchiaino di paprika
3 cucchiai di olio d’oliva extravergine
Sale e pepe

Procedimento:

Tagliare gli avocado in due per il lungo, togliere il nocciolo e, con un cucchiaio, estrarne la polpa. Grattate tranquillamente la buccia dall’interno, non resterà attaccata al cucchiaio;

– Mettere la polpa in una ciotola e schiacciarla con una forchetta o uno schiacciapatate. Non frullatela, la consistenza del guacamole richiede che rimangano dei pezzi di polpa, più o meno grandi a seconda del gusto personale;

– Tritare la cipolla e l’aglio;

– Tagliare i pomodori a cubetti;

– Tagliare il peperoncino a pezzettini, scartando i semi;

Tostare la polvere di cumino in padella (senza farla bruciare);

– Spremere i lime;

– Aggiungere cipolla, aglio, pomodori, peperoncino, cumino, succo di lime, coriandolo, paprika, olio, sale e pepe alla polpa di avocado e mischiare bene;

– Aggiustare di sale secondo il vostro gusto;

Lasciar riposare per un’ora a temperatura ambiente (se c’è molto caldo mettetelo in frigorifero), coprendolo con pellicola trasparente e facendo in modo che stia a contatto con il guacamole: gli eviterà di scurirsi. In caso ciò accadesse, è comunque solo una leggera ossidazione, nulla che non si possa risolvere con una bella mescolata prima di metterlo in tavola;

– Servire con tortilla chips (solo salate, eh, niente gusti strani!)

 

Guacamole alla David Lee Roth

Guacamole alla David Lee Roth

Enrico Salvini

Metallaro, papà casalingo 24/7, motociclista (momentaneamente appiedato, ma con tre cassonetti a due ruote fuori uso in garage), amante di viaggi, serials, film, comics e tavole originali. Cinque anni di istituto alberghiero buttati giù per lo scarico, ma difficilmente ricevo rifiuti quando invito amici a cena. Se portassi simboli religiosi addosso, alla catenina ci sarebbe appeso un hamburger, medium-rare. Curo la rubrica RicetteRock su Panorama.it


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