Polpo alla Tarantino

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“Non me ne frega un beneamato cazzo di quello che sai o non sai.
Tanto ti torturo ugualmente. E non per avere informazioni.
E’ che mi diverto a torturare un
POLPO. Puoi dire quello che vuoi,
tanto non mi fa nessun effetto.
Tutto quello che puoi fare e’ invocare una morte rapida,
che ovviamente non otterrai.”

Povero polpo. Chissà se lo avrebbe mai immaginato di finire torturato e fotografato da un cuoco da strapazzo per la gioia dell’inclito pubblico. Ma l’assonanza tra il Polpo, “ U’Purp’ “ e il genere pulp, tratto distintivo di quel geniaccio di Quentin Tarantino, era troppo ghiotta per farsela scappare. E così, mentre facevo conoscenza con quel bell’esemplare da un kg e passa appena scovato sul banco del pescivendolo, ho pensato all’abbinamento con le musiche de suoi film.

Roba da intenditori, come sempre…

“Lookin’ for some happiness
But there is only loneliness to find
Jump to the left,
turn to the right
Lookin’ upstairs,
lookin’ behind !!!”

(George Baker – Little Green Bag – Le Iene)

Ingredienti:

1 Polpo di dimensioni consistenti (1,5 Kg è buono)
1 Costa di Sedano
1 Carota
1 Cipolla
Alloro
Pomodorini
Misticanza

“Across 110th Street
Pimps trying to catch a woman that’s weak
Across 110th Street
Pushers won’t let the junkie go free
Across 110th Street
Woman trying to catch a trick on the street, ooh baby
Across 110th Street
You can find it all in the street, oh”

(Across 110th Street Lyrics – Bobby Womack – Jackie Brown)

Il Polpo, questo misterioso animale: su Internet potrete cercare (e trovare) tante ricette, varianti e accorgimenti per cuocerlo tante quante stelle stanno in cielo. Col tappo di sughero, sbatacchiandolo preventivamente su uno scoglio (certo, certo, se abito al Fossolo, vedrai proprio che…) ballando una tarantella propiziatoria e amenità del genere, più o meno inutili. Voi cuocetelo e basta, guardate qui è (*) per maggiori delucidazioni. Una volta cotto, tagliatelo grossolanamente a pezzi e mettetelo da parte. Se per compiere quest’ultima operazione vi mettete una tutina gialla, con Asics e Kawa in pendant, vi verrà sicuramente meglio.

“Bang bang, he shot me down
Bang bang, I hit the ground
Bang bang, that awful sound
Bang bang, my baby shot me down

Nancy Sinatra – Bang Bang ( My Baby Shot Me Down) – Kill Bill

Preparate i Pomodorini Confit: preriscaldate il forno a 140°, tagliate i pomodorini in due e disponeteli sulla placca del forno ricoperta di carta forno, a faccia in su. Spolverateli con sale, zucchero, origano e basilico sminuzzato. In ultimo conditeli con Olio Evo e cuoceteli per circa 2 ore, in modalità ventilato. Al termine lasciateli raffreddare e cercate di non mangiarveli tutti: fatene arrivare salvo almeno qualcuno per portare a termine la ricetta.

E’ ora di riprendere in mano il polpo che avevamo tagluzzato: piastratelo sull’antiaderente rovente – per ottenere un migliore effetto pressa è concesso anche il ricorso alla pentola piena di brodo – e impiattate su un letto di misticanza, utilizzando i pomodorini per guarnire.

“It was a teenage wedding,
and the old folks wished them well
You could see that Pierre
did truly love the madamoiselle
And now the young monsieur and madame
have rung the chapel bell,
“C’est la vie”, say the old folks,
it goes to show you never can tell”
(Chuck Berry – You Never Can Tell – Pulp Fiction)

(*) La mia regola è di partire a freddo in pentola NON a pressione: acqua, sedano, carota, cipolla, un paio di foglie di alloro e niente sale.Dal momento in cui l’acqua bolle parte il conteggio dei minuti: 20 di cottura + 20 di raffreddamento nel suo brodo per pezzature sotto il mezzo kg, 30+30  = 1 Kg. e via così. Nel caso del mio polpo  la regola sarebbe stata più o meno un 45+45, ma siccome successivamente lo avrei ripassato sulla griglia, sono rimasto un po’ più corto  nei tempi di raffreddamento, solo 20 minuti.

Il vino consigliato da Vania Valentini:

Qui abbinerei un vino fresco, giovane, del Sud ma dalla trama fine ed elegante; perfetto per non sovrastare un pesce come il polipo, delicato e leggero.
Amo in particolare la Falanghina dei Feudi di San Gregorio: dal colore giallo paglierino tenue con lucenti riflessi verdolini, regala freschi e intensi profumi che ricordano i fiori bianchi, la frutta gialla, gli agrumi. Fresco ed equilibrato, con l’acidità che apre in ampiezza e l’elegante trama sapida che supporta il tutto senza prevaricare, chiude fragrante con una lunghissima persistenza.
Da servire a una temperatura di 10-12 C°

polpo alla tarantino

Foodie Fighter

Bolognese, Buongustaio, Blogger. Motociclista e cuoco della domenica, rocker tutti i giorni. Amante della buona cucina e della buona musica, gastroscribacchia per divertimento sul blog thefoodiefighter.wordpress.com


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