Piadina alla PFM

piadina alla pfm

“Quante gocce di rugiada intorno a me,
cerco il sole ma non c’è…
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l’odore della terra odor di grano,
sale adagio verso me.
e la vita nel mio petto batte piano,
respira la nebbia, penso a te.”

Questo post è dedicato a una delle persone più colte e appassionate in materia di cucina che conosca. Dal momento che si tratta di un signore, un vero Signore con la S maiuscola, non ne rivelerò l’identità ma solo le iniziali, che da sempre sono il suo tratto distintivo e firma in tutti gli ambienti del web dove lo si puo’ incrociare, ma che soprattutto, molto spesso “sconfuse”, ricordano un certo gruppo rock, icona del Progressive Italiano: un applauso a PMF e alla PFM, dunque.

Ha davvero le mani d’oro, PMF. Grande esperto in materia di prodotti e tradizioni culinarie delle sue terre d’origine: Emilia-Romagna e Sardegna, in particolare è molto bravo nell’ambito della panificazione e tutto quanto le gira intorno: da anni non compra più pane dal panettiere, il suo gnocco fritto è spettacolare, ma il suo capolavoro è “Il Cibo degli Dei – la Piadèina !!!” (cit. A.G.G.).

Ormai quella di essere a Settembre non è più solo un’impressione. E’ il momento in cui le prossime vacanze sono ancora lontane e si ripensa con nostalgia a quelle appena terminate, magari a “quella” piadina che mangiavamo fino a poco tempo fa da Riccione a Milano Marittima.  Eccomi dunque qui a dirvi che anche a casa vostra la Piadina Romagnola S-S-SI Puo’ Fare, esattamente come si puo’ andare col presidente a SC-SC-SCIARE con questa ricetta, gentilmente devoluta alla causa dal buon PMF, per preparare una maestosa Piadina, buona come la figlia della vicina che ti sballa ogni mattina.


“Quanto verde tutto intorno a ancor piú in là,
sembra quasi un mera l’erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda…
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo como me:
faccio un passo, lui mi vede, è già
fuggito…
Respiro la nebbia, penso a te.”

 

 

Also Spracht:

–         1 kg farina

–         500 cl acqua

–         150 gr strutto

–         30 gr sale

–         eventuale cucchiaino di bicarbonato

–         IMPASTO: La farina e’ farina “povera”, cioe’ ASSOLUTAMENTE NON da pane, pizza o focaccia, pena l’effetto piadina pirelli.  Lo strutto, o la parte di grassi, se supera i 200 gr diventa eccessivo, ed e’ una misura da ciambella piu’ che da piadina. Il sale lo si puo’ regolare a gusto, anche a seconda del condimento preferito.
La misura di 1 kg di farina consente 8 piadine stile faentino, consistenti e “panose” o 10 piadine stile riminese, piu’ sottili e arrotolabili

–         Dopo avere lavorato rapidamente l’impasto (non troppo a lungo), va lasciato riposare un’oretta, poi porzionato e steso senza lavorare troppo le palline di pasta. Si parte infatti da una pallina sferica per ottenere dei cerchi ragionevolmente regolari.

–         COTTURA: il testo “piatto” in alluminio pressofuso ormai lo si trova dappertutto, non più solo in Romagna. In mancanza è consentita la padella antiaderente, a patto che sia priva di graffi e sufficientemente nuova da non aver subito imbarcamenti.

 

–         Per una piadina di diametro circa 24 cm, peso intorno ai 160 gr, versione spessa tipo forlivese/faentina saranno sufficienti 1’15” per lato con fuoco a corona media, non troppo alta una volta in temperatura.
Per una piadina dello stesso peso, di diametro maggiore versione sottile tipo Rimini/Riccione un minuto per lato sarà più che sufficiente.

       FARCITURA: lo so, già me lo immagino: in Riviera l’avrete vista riempire con qualsiasi nefandezza, ma in realtà la sua morte sono dei buoni salumi affettati di fresco e del formaggio tenero, come il più classico Squacquerone. Tranquilli, se abitate a più di 100km da Cervia e ci mettete lo stracchino non verrà il fantasma del Passatore a tirarvi gli alluci. La rucola è facoltativa, ma di sicuro non ci sta male. Verdure Grigliate e Salsiccia sono un imbastardimento introdotto quando la piadina è salita sui furgoncini e ha cominciato a risalire la Via Emilia da Rimini verso Bologna: non so come la prenderebbe il Brigante Pelloni, ma d’altra parte se vedesse la mia versione di ieri sera, con erbette saltate e salsiccia a tocchetti…

–         VERSIONE DOLCE io e PMF alzeremo seraficamente le mani e vi lasceremo spalmare la calda piadina di banalissima Nutella: facile come rubare le caramelle a un bambino. Noi la gusteremo con lo squacquerone e i fichi caramellati, raccomandandovi caldamente di non rifarlo a casa… eh eh eh !!!

“No, cosa sono adesso non lo so
sono como, un uomo in cerca di se stesso
no, cosa sono adesso non lo so
sono solo, solo il suono del mio passo…
Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già:
il giorno come sempre sarà. “

Il Vino consigliato da Vania Valentini:

Per la piadina scegliamo un vino fresco, brioso, ricavato da uve Lambrusco della tipologia più elegante: il LAMBRUSCO DI SORBARA.
Si presenta subito con un bellissimo “vestito” rosa tenue, dalle sfumature che virano al rosa antico. Bella la spuma, fine ed evanescente.
Il profumo è caratteristico, dalle note intense e fini di violetta e ciliegia. Morbido ma anche croccante all’assaggio, è sottile, elegante e fresco, ravvivato da raffinata sinergia acido sapida. Ottimo anche da aperitivo. Da servire ad una temperatura di 6-8C°

piadina alla pfm

Foodie Fighter

Bolognese, Buongustaio, Blogger. Motociclista e cuoco della domenica, rocker tutti i giorni. Amante della buona cucina e della buona musica, gastroscribacchia per divertimento sul blog thefoodiefighter.wordpress.com


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