Cinghiale Ben Harper

cinghiale_ben_harper

Gran bella bestia, il cinghiale.
Rozzo, selvatico, simbolo per eccellenza di rude indipendenza, istinto, impeto. “Rough” per definizione, che si abbia l’avventura di incontrarlo di sfuggita tra i boschi o che ce lo si ritrovi nel piatto, il Cinghiale è Rock, deliziosamente rock.
Un signore dei boschi che è quasi un peccato disturbare, per invitarlo alla nostra mensa come portata principale, verrebbe quasi da chiedergli scusa.
Niente di più appropriato del pezzo di Ben Harper che ho scelto per questa ricetta…

Excuse me Mr.
do you have the time
or are you so important
that it stands still for you
excuse me Mr.
lend me your ear
or are you not only blind
but do you not hear
excuse me Mr.
isn’t that your oil in the sea
and the pollution in the air Mr.
whose could that be

Cinghiale Ben Harper

Ingredienti per 4 persone:


• 1 chilo di polpa di cinghiale
• 300 grammi di pomodori pelati
• 250 grammi olive nere
• sedano
• carota
• cipolla
• bacche di ginepro
• alloro
• salvia
• rosmarino
• peperoncino
• aceto
• vino rosso corposo (lo stesso che servirete a tavola, quindi è sempre meglio metterne in conto due bottiglie.)
• olio
• sale
• pepe

excuse me Mr.
but I’m a mister too
and you’re givin’ Mr. a bad name
Mr. like you
so I’m taking the Mr.
from out in front of your name
cause it’s a Mr. like you
that puts the rest of us to shame
it’s a Mr. like you
that puts the rest of us to shame
and I’ve seen enough to know
that I’ve seen too much

Preparazione:

Innanzitutto occorre lavare bene la carne di cinghiale, tagliarla a pezzi grossolani e metterla a marinare in acqua e aceto per almeno una nottata, aggiungendo gli odori: sedano, carota, cipolla, salvia, rosmarino, alloro. Lasciate che il Re riposi coperto dalla marinata per tutta la notte.

excuse me Mr.
can’t you see the children dying
you say that you can’t help them
Mr. you’re not even trying
excuse me Mr.
take a look around
Mr. just look up
and you will see it’s comin’ down

Il mattino seguente armate la casseruola (quella di coccio è il massimo, il Re l’apprezzerà) e cominciate ad apparecchiare l’habitat per il Cinghiale: sedano, carota e cipolla energicamente battuti al coltello, a ritmo sincopato di basso e mandati a soffriggere a fuoco allegro.

excuse me Mr.
but I’m a mister too
and you’re givin’ Mr. a bad name
Mr. like you
so I’m taking the Mr.
from out in front of your name
cause it’s a Mr. like you
that puts the rest of us to shame
it’s a Mr. like you
that puts the rest of us to shame

E’ ora di chiamare in causa Sua Maestà: prima di unire al soffritto i pezzi di carne estratti dalla marinata è necessario farle fare un giro a fuoco alto in un altro tegame, onde eliminare l’acqua in eccesso. Una decina di minuti saranno più che sufficienti.

and I’ve seen enough to know
that I’ve seen too much
so Mr. when you’re rattling
on heaven’s gate
let me tell you Mr.
by then it is too late
cause Mr. when you get there
they don’t ask how much you saved
all they’ll want to know, Mr.
Is what you gave

E’ il momento: fate accomodare il Cinghiale nel tegame di coccio insieme al soffritto, aggiungendo un rametto di rosmarino, le bacche di ginepro e le olive, aggiustate di sale e pepe e fate rosolare a fuoco alto. Poi il vino: un bicchiere per lui e uno per voi che non fa mai male, sempre a fuoco alto fino alla completa evaporazione (del suo…) dopodichè sarà il turno dei pomodori, insieme a un bicchiere d’acqua. Coprire, mettere il fuoco al minimo e lasciare cuocere per un paio d’ore, mescolando di tanto in tanto.

excuse me Mr.
but I’m a mister too
and you’re givin’ Mr. a bad name
Mr. like you
so I’m taking the Mr.
from out in front of your name
cause it’s a Mr. like you
that puts the rest of us to shame
it’s a Mr. like you
that puts the rest of us to shame

Polenta o patate lesse saranno la migliore delle band d’accompagnamento per l’ultima performance di Sua Maestà. Il Re è pronto, viva il Re !!!

Il vino consigliato da Vania Valentini:

Servirei con un patto così ricco e strutturato, un vino altrettanto pieno e intenso, come ad esempio il Brunello di Montalcino di Banfi.
Al calice si presenta con il classico rosso rubino intenso dai riflessi granati e all’olfatto è un tripudio di profumi: fruttato con le sue note di ciliegia sotto spirito, prugna, liquirizia, leggermente vanigliato con ricordi di goudron e finale etereo. Invitante ed ammaliante, al palato l’attacco è morbido e lo sviluppo saldo, dai tannini vellutati, il frutto che ritorna e la lunghissima persistenza.

Foodie Fighter

Bolognese, Buongustaio, Blogger. Motociclista e cuoco della domenica, rocker tutti i giorni. Amante della buona cucina e della buona musica, gastroscribacchia per divertimento sul blog thefoodiefighter.wordpress.com


Caricando...