Pasta con Polpette “La Lunga Marcia” alla Stephen King

Stephen King - La Lunga Marcia

Pasta con Polpette “La Lunga Marcia”: nel libri di Stephen King non mancano alcuni ‘orrori culinari’ tipicamente americani, come si legge in “Insomnia”:

«Ralph inforcò una boccata di macaroni al formaggio, guardò sù e vide Lois che lo osservava. ‘Tutto bene?’ Gli chiese. ‘Deliziosi’ rispose lui e lo erano davvero, ma pensava che una dose di spaghetti franco-americani serviti freddi direttamente dalla lattina avrebbero avuto ugualmente un buon sapore…».

Per fortuna, la cucina italiana viene anche vissuta come specialità o evento: in “Ossessione” scelgono per pranzo «spaghetti, vitello e una bottiglia di rosso Gallo. Un gran pasto!»; in “Christine”diventa simbolo di intimità famigliare «quando fossero tornati a casa, lui e suo figlio, sarebbero stati soli e liberi di mangiare gli spaghetti direttamente dalla pentola come due scapoli impenitenti»; nel romanzo La Lunga Marcia (scritto sotto lo pseudonimo di Richard Bachman), il protagonista sfinito e in punto di morte sogna come una sorta di ultimo desiderio una scorpacciata a base di «spaghetti con le polpette, pane italiano e piselli che nuotano nel burro come contorno».

Ecco quindi una ricetta facile e veloce per preparare una Pasta con Polpette per sei persone.

Ingredienti:

2 uova
10 cl. di latte
3 fette di pane sbriciolate
1 kg. di carne magra tritata
1 kg. di pomodori pelati
200 gr. di concentrato di pomodoro
230 gr. di cipolle tritate fini
2 cucchiai di prezzemolo tritato
3 spicchi d’aglio schiacciato e tritato
3 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di pepe
3 cucchiai di olio di oliva
La punta di un cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di foglie di origano seccato
1/2 cucchiaino di foglie di basilico seccato
500 gr. di spaghetti
Formaggio parmigiano a piacere

 

         

 

Preparazione:
Sbattere le uova in una terrina.
Aggiungere il latte e il pan grattato e lasciare riposare per cinque minuti.
Aggiungere la carne trita, 110 gr. di cipolle, il prezzemolo, uno spicchio d’aglio, un cucchiaino di sale, mezzo di pepe.
Miscelare gentilmente sino ad ottenere una pasta omogenea.
Preparare una ventina di polpette di circa tre centimetri di diametro.
Mettere le polpette in una pirofila ben imburrata e cuocerle per cinque minuti in forno pre-scaldato a 200° C.
Nel frattempo mettere le cipolle rimanenti in una pentola con l’olio e farle dorare.
Aggiungere l’aglio, lo zucchero, il sale, l’origano, il basilico, il pepe, il pomodoro.
Portare a ebollizione poi abbassare la fiamma e continuare la cottura per una trentina di minuti.
Assaggiare e correggere il sale.
Mettere quindi le polpette e far cuocere per altri cinquanta minuti, mescolando di tanto in tanto.
Mentre aspettate, fare cuocere gli spaghetti.
Scolare la pasta al preferito grado di cottura e servire coperti di salsa e guarniti con il formaggio.

 

Approfondendo:
Sembra che la pasta sia stata introdotta in America da Thomas Jefferson dopo un suo viaggio in Italia attorno al 1787 (dall’85 all’89 fu diplomatico a Parigi, ma si può ben immaginare come preferisse starsene in giro per la Francia del Sud e il l’Italia piuttosto che in una città sull’orlo della rivoluzione). È con l’immigrazione della seconda metà dell’Ottocento che a New York arrivano gli italiani, detentori del know-how necessario a farla conoscere al grande pubblico. I ‘maccheroni’ (termine utilizzato per definire un tipo di pasta corta, la cui forma tubolare sembra favorire il connubio col sugo con cui viene accompagnata) diventano rapidamente conosciuti come ‘macaroni’, in quanto il dialetto napoletano era ai tempi – grazie ai Borboni – la lingua ufficiale delle prime ondate di emigrati (benché l’origine del nome sembra sia greca e poi importata dai siculi), per poi diventare addirittura termine gergale dispregiativo per individuare un’intera etnia. Li troviamo in “L’Acchiappasogni”dove ‘… mangiano scatole Kraft di macaroni col formaggio’ e dove il personaggio di Norm Parmeleau è chiamato Macaroni Parmeleau da quando ‘è arrivato un giorno alla caffetteria con le narici tappate da due macaroni al formaggio, li aveva starnutiti e se li era mangiati’. Come ogni horror che si rispetti, in “Buick 8” si mangiano una bella casseruola di macaroni della Kraft, salvo poi vomitarli dallo schifo quando trovano un grosso pipistrello morto.
Un uso differente della pasta lo si trova quando chi cucina lo fa con premura: previdenti ‘mama’ o massaie che hanno paura che i loro uomini/ospiti/congiunti maschili, assolutamente inetti ai fornelli, muoiano di fame durante la loro assenza. Ecco quindi a contrapporsi al ‘junk food’ (di cui parleremo prossimamente) delle gran teglie di pasta surgelata, generalmente in formato pasticcio o lasagna: nel racconto “Alle Strette” contenuto nella raccolta “Al Crepuscolo”, «la signora Wilson passò l’aspirapolvere, stirò, fece una casseruola di maccheroni e la mise in freezer, aggiunse semplici istruzioni per la preparazione – infornare a 170 gradi per 45 minuti». In “Cose Preziose”, invece, «c’erano cose che non riusciva a togliersi dalla testa. La lasagna, ad esempio, stava nel frigor coperta da un foglio di carta stagnola per non seccarsi». La fame vorace spinge il protagonista di “Duma Key” a pensarci ardentemente, anche se non basterà a placare i suoi bisogni.

A settimana prossima con il Riso del Calla.

 

Piccola Bibliografia:
La Lunga Marcia
Insomnia
Ossessione
Christine
L’Acchiappasogni
Buick 8
Al Crepuscolo
Cose Preziose
Duma Key

stephen king la lunga marcia

Luca Fassina

Giornalista, sceneggiatore, scrittore, sono alla costante ricerca di qualcosa su cui concentrare le mie parole. Nato professionalmente con la redazione di Hard!, oggi scrivo per Classic Rock Lifestyle, Metal Maniac, Sergio Bonelli, Tsunami e, se hai un progetto, chiamami che ne parliamo. ‘A Tavola con Stephen King’ è un viaggio culinario tra le pagine colanti orrore, sangue e ketchup di uno degli scrittori più rock di sempre.


Caricando...