Lobstrosity del Ka-Tet alla Stephen King

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Nel secondo capitolo della saga-capolavoro di Stephen King “La Torre Nera”, “La Chiamata dei Tre”, si forma il ‘Ka-tet’ (un gruppo di persone strettamente unite dal destino). Il libro incomincia con l’incontro di Roland con le Lobstrosity (genialmente chiamate dal traduttore Tullio Dobner ‘Aramostre’):

«L’orrore era rappresentato da un essere strisciante arrivato sulla spiaggia con un’ondata precedente. Trascinava con fatica un corpo bagnato e luccicante […] Guardò Roland con tetri occhi in cima alle antenne. Il lungo becco dentellato si spalancò e incominciò a emettere un rumore che risultava in maniera agghiacciante simile a una voce umana: «Did-a-chick? Dum-a-chum? Dad-a-cham? Ded-a-check?».

Non appena Roland abbassa la guardia, «vede le ultime falangi dell’indice e del medio della sua mano destra sparire nel suo becco dentellato». Dopo che il mostro si ingoia anche buona parte del suo piede, Roland se la cava (siamo solo al secondo libro…). Per vendicarlo, almeno in spirito, facciamoci una scorpacciata di Lobstrosity alla brace con questa semplice e veloce ricetta per quattro persone:

Ingredienti:

4 piccole aragoste
8 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
4 cucchiai di succo di limone
sale e pepe q. b.

Preparazione:

Per preparare le Lobstrosity del Ka-Tet, tagliare a metà le aragoste nel senso della lunghezza.
Adagiarle dal lato della corazza sulla brace ardente.
Lasciarle cuocere per circa un quarto d’ora, spennellandole di tanto in tanto con un’emulsione di olio, succo di limone, sale e pepe.
Rivoltare le aragoste e portare a termine la cottura per una decina di minuti.

Approfondendo:

Tra le numerose opere di King, l’eptalogia de “La Torre Nera” va seguita con particolare attenzione: si tratta di migliaia di pagine pubblicate in ventidue anni, ambientate in un mondo parallelo a metà tra la post-apocalisse e il ritorno del vecchio West, con tutti i suoi stereotipi. Molti altri suoi libri sono in un modo o nell’altro legati a questo ciclo narrativo, prendendo ora un semplice spunto, ora pescando a piene mani dall’altra dimensione. Recentemente, con il romanzo “La Leggenda del Vento”, King ha addirittura rimesso mano al continuum di questa saga, posizionandolo a metà tra il quinto e il sesto capitolo. Nel tessuto del narrato si incontrano così usi e costumi che riscoprono un certo gusto dimenticato, sia per il cibo che per il rito che ne accompagna la preparazione.

Piccola Bibliografia:
La Chiamata dei Tre
La Sfera del Buio
La Leggenda del Vento
I Lupi del Calla

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Luca Fassina

Giornalista, sceneggiatore, scrittore, sono alla costante ricerca di qualcosa su cui concentrare le mie parole. Nato professionalmente con la redazione di Hard!, oggi scrivo per Classic Rock Lifestyle, Metal Maniac, Sergio Bonelli, Tsunami e, se hai un progetto, chiamami che ne parliamo. ‘A Tavola con Stephen King’ è un viaggio culinario tra le pagine colanti orrore, sangue e ketchup di uno degli scrittori più rock di sempre.


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