I Cocktail in Stephen King: base RUM

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Fa caldo. Ormai starete leggendo queste righe dai vostri apparecchi wifi in spiaggia o a bordo piscina. Se, come me, siete a casa, suggerisco di piazzare il ventil/condizionatore a palla e brindare alla brutta stagione con dei beu cocktails frescchi.

In “Danse Macabre”, un saggio di King dedicato a libri e film che ama, ci racconta di come
«Una delle migliori bevute con Bill è successa durante la partita di baseball All Star del luglio 1978 che guardammo su un maxischermo assieme a innumerevoli birre in un pub irlandese, da qualche parte a NY. C’era un cartello che diceva ‘Primissima happy hour dalle 8 alle 10 del mattino: per un Rum Collins, solo 50 centesimi’. Quando ho chiesto chi cazzo poteva bere quella roba come prima colazione mi ha guardato con un sorriso storto e mi ha detto «ragazzi del college… proprio come voi».

Ingredienti:

4 parti di rum scuro
1 limone
1 cucchiaio di zucchero
1 ciliegia
selz
ghiaccio qb

Preparazione:

 Shakerare il rum, il succo del limone e lo di zucchero. Versare in un bicchiere alto pieno di cubetti di ghiaccio. Riempire con acqua gasata o seltz, aggiungere una fetta di limone e una ciliegia.

Sempre a base Rum la ‘penis colada’, come viene chiamata la Piña Colada de L’Occhio del Male.

Ingredienti:

6 parti di rum chiaro
3 cucchiai di latte di cocco
2 fette di ananas fresco
ghiaccio

Preparazione:
Mettere in un frullatore il rum, il latte di cocco e una fetta e mezza di ananas assieme a del ghiaccio. Frullare il tutto sino ad ottenere una miscela cremosa. Servire in un bicchiere alto e guarnire con uno l’ananas avanzato e un ombrellino.

Lo Zombie, invece, viene citato assieme a molti altri cocktail in “Shining”:

Ingredienti:

 4 parti di rum chiaro
1 parte di rum scuro
3 parti di succo di limone
1 parte di succo d’arancia
1 parte di apricot brandy
Un cucchiaio di granatina

Preparazione:
Shakerare il limone, l’arancia, l’aprico brandy (c’è chi preferisce lo sherry), il rum, la granatina e il ghiaccio. Versare in un bicchiere alto contenente ghiaccio spezzato e colmare con altro rum scuro se necessario.

Approfondimento:
In “Shining” ci sono molti spunti interessanti (anche perché il protagonista-fantasma era un barman e King in quel periodo non lesinava certamente l’alzata di gomito): «Tutti potevano farsi un bicchiere sul prato dell’Overlook: Sloe Gin Fizz e tutti quei cocktails dolci da turisti. Magari un Rum e Tonic. O un Gin Rickey, un Margarita, un Pink Lady, un Manhattan, un Depression Bomber o uno Zombie». In “Uscita per l’Inferno”, Mary non si riprende più dalla morte prematura del figlio Charlie: «Prima non avrebbe bevuto niente di alcolico se non lo avesse considerato socialmente utile per il futuro di suo marito. Avrebbe accettato un long drink leggero a una festa e lo avrebbe fatto durare tutta sera. Un punch al rum prima di coricarsi se un raffreddore la prendeva anche ai bronchi. Niente di più. Dopo…».

Piccola Bibliografia:
Danse Macabre
L’Occhio del Male
Shining
Uscita per L’inferno

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Luca Fassina

Giornalista, sceneggiatore, scrittore, sono alla costante ricerca di qualcosa su cui concentrare le mie parole. Nato professionalmente con la redazione di Hard!, oggi scrivo per Classic Rock Lifestyle, Metal Maniac, Sergio Bonelli, Tsunami e, se hai un progetto, chiamami che ne parliamo. ‘A Tavola con Stephen King’ è un viaggio culinario tra le pagine colanti orrore, sangue e ketchup di uno degli scrittori più rock di sempre.


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