John Lydon: “Mi sento ‘responsabile’ per la morte di Sid Vicious”

Sex-Pistols

Un peso che John Lydon probabilmente si tiene dentro da 35 anni, da quando il suo compagno di band Sid Vicious decise di iniettarsi una dose massiccia di eroina. Era il 2 febbraio 1979 e l’epilogo dei Sex Pistols, dopo un solo album, era ormai scritto. Il tragico gesto del bassista arrivò a chiudere un periodo convulso e sofferto: solo quattro mesi prima si era accusato dell’omicidio della sua ragazza Nancy Spungen, nonostante la confessione venne deposta in evidente stato di alterazione. Proprio a pochi giorni dal processo, infilò nelle sue vene l’ultima siringa mortale. Nella mente di Lydon, allora leader della punk band con lo pseudonimo di Johnny Rotten, rode ancora il tarlo della sua morte. Come ha dichiarato ad un festival della letteratura, il cantante si sente “un po’ responsabile” per la morte del musicista. Una responsabilità ovviamente indiretta: Lydon si pente per averlo introdotto nel gruppo ed averlo avvicinato al distruttivo e dissenato stile di vita dissennato dei Pistols: “Non ebbe una possibilità: sua madre era un’eroinomane. Mi sento male per averlo fatto entrare nei Sex Pistols” ha ammesso. “Non poteva resistere alla droga. Mi sento un po’ responsabile per la sua scomparsa“.

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