Joe Bastianich: tra cibo e musica. L’intervista

Joe Bastianich

Un po’ cuoco, un po’ Elvis, un po’ Giuseppino. Questo è Joe Bastianic, il celeberrimo volto della tv e giudice di Master Chef Usa e Italia.
Se il volto di Bastianich vicino ai fornelli è noto un po’ a tutti, in pochi conoscono la versione “Giuseppino”, ossia quella di un Americano, con radici italiane e istriane, che la nonna continua a chiamare con quello strano nomignolo, nonostante lui, per lunghi tratti della sua vita abbia odiato l’Italia e le sue origini, ritenendole troppo villane e alla buona. Proprio questo amore odio è raccontato in un libro che è uscito da pochissimo negli scaffali italiani.
Ciò che ai più è sconosciuto è l’ultima sua faccia, quella di Elvis, tanto per fare un nome. Già perché Joe è anche un bravo musicista e cantante. Proprio in occasione di un suo concerto, organizzato lo scorso 16 dicembre al Diavolo Rosso di Asti, l’abbiamo incontrato per rivolgergli qualche domanda. Subito dopo ci siamo seduti ai piedi del palco per ascoltarlo quando si trasforma in The Pelvis o nei Led Zeppelin o anche nei Rolling Stones. Chissà in quanti sarebbero andati a sentirlo se si fosse chiamato Giovanni Bastiani… di sicuro si sarebbero persi un personaggio ironico, istrionico ed anche divertente, in grado di fare alzare dalle sedie e ballare, quei “bugia nen” degli astigiani.
Volete sapere cosa ci ha raccontato? Ecco qui la sua intervista.

Joe, come è nata questa passione per la musica?
«Secondo me l’amore per la musica è la cosa più profonda della mia vita, ancor più del cibo e del vino. E’ nata con me, ma solo oggi posso condividere questa passione con il pubblico».

Quale genere preferisci?
«Dipende dalle serate. Questa sera per esempio faremo cabaret, rock ‘n roll e tante curiosità, anche se io sono nato ascoltando country e rhythm and blues, che è poi insita nella tradizione americana. Come musicista non mi sono fermato lì, ma ho cercato un’evoluzione, come è giusto che avvenga in tutte le cose della vita».

La scorsa estate ti abbiamo notato a Carroponte in occasione dei Blu Vertigo. Hai la passione anche per la musica elettronica?
«Certamente, mi piace moltissimo, anche se ad onor del vero quel concerto non mi è piaciuto per nulla».

Hai detto che vorresti abbandonare tutto quanto e vivere di sola musica. Cosa c’è di vero in questa affermazione?
«Ho vissuto metà della mia vita e mi ritengo fortunato di aver raggiunto certi traguardi. Certo penso a continuare con il mio lavoro, anche se vorrei aumentare lo spazio dedicato alla musica».

Parliamo del tuo libro “Giuseppino”, dove racconti il tuo amore-odio per il tuo paese di origine. Cosa c’è di italiano nel tuo Dna?
«Sono di New York, ma vivo la metà dell’anno in Italia. Mia nonna, mia madre e mia sorella sicuramente mi hanno regalato una grande sensibilità per la vostra cultura. Io sono e mi sento totalmente Americano, ma sono contento di poter vivere una realtà come la vostra. Credo che il sogno di tutti i miei concittadini».

Che cosa non ti piace del nostro paese?
«Mi piace tutto dell’Italia. Quanto agli Italiani? Beh devo dire che noi siamo molto più ottimisti. Quando vengo qui, specialmente in questo momento respiro una grossa negatività. Ci vorrebbe una ventata nuova per un Paese che ha esportato in tutto il mondo dalla cultura al cibo, dalla moda al vino. Io sono convinto che l’Italia ritornerà agli antichi fasti, anche se capisco che per superare questi problemi ci vorrà un po’ di tempo».

E’ appena ripartita la trasmissione Master Chef Italia. Come spieghi il successo di questo genere di programmi e per la cucina?
«Io credo che Master Chef non sia un vero e proprio programma di cucina. E’ un talent show che racconta la passione italiana per la cucina. Direi che è un racconto di come l’amore per il cibo possa cambiare la vita».

Il carattere molto scontroso dei giudici è un fatto voluto?
«Se fosse voluto, sarebbe imposto dalla regia, che mi inviterebbe a recitare. Io non sono un attore e poiché siamo in un reality, tutto ciò che faccio è estremamente veritiero».

Se da giovane avessi trovato un giudice “cattivo” come te o come Carlo Cracco come avresti reagito?
«Beh Cracco sicuramente l’avrei preso a botte (ride), mentre avrei avuto molto rispetto per uno come Bastianich, perché è sicuramente il più bravo di tutti».

 

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Intervista e photogallery a cura di Vincenzo Nicolello

Jessica Carpentieri

a.k.a. Snowflake. Salernitana sulla carta d’identità ma in cerca di pianta stabile in giro per l’Italia. Seguendo il profumo dei live show ha deciso di iniziare una dieta a base di Rock ‘N’ Roll e Backstage. Buona forchetta ma poco cuoca; sempre disponibile e di compagnia per mangiare e bere, meglio se accompagnati da ottima musica. Vulcano di idee e sempre sul pezzo, organizza, gestisce, fa e disfa in modo creativo. Per Ricette Rock cura la sezione eventi e recensioni.


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