Jamie Oliver-McDonalds, 1-0. Basta pink slime negli hamburger.

Jamie Oliver Vs. McDonald's pink slime

Per i consumatori è “pink slime“, melma rosa.

Per l’industria della carne è “Lean, finely textured beef” (LFTB), polpa di manzo finemente strutturata.
Comunque la si metta, è un prodotto ricavato dalla separazione meccanica degli ultimi brandelli di carne (oltre a tendini, cartilagini e altri tessuti) avanzati sulle carcasse, separati dal grasso, gassati con idrossido di ammonio per liberarli dalla contaminazione batterica proveniente -tra le varie cose- anche da parti che vengono a contatto con le feci degli animali, addizionata di aromi artificiali e utilizzata per aumentare volume e peso di hamburger, carne trita, wurstel e vari altri prodotti alimentari venduti in supermercati e fast food.
Tutto questo negli USA è permesso da leggi emesse ed approvate dal Ministero dell’Agricoltura statunitense senza che ci sia bisogno di indicazioni al riguardo sull’etichetta, una scelta che da sempre rende felici le multinazionali del cibo, come la Beef Products, Inc. che la melma rosa l’ha inventata.

Jamie Oliver, chef, creatore e conduttore di “Food Revolution” ha scatenato lo scandalo nel 2012 durante una puntata della sua pregevole trasmissione, che potete vedere (in inglese, sorry…) qui sotto. Da allora Taco Bell e Burger King hanno tolto completamente la pink slime dalle loro ricette, seguiti -in questi giorni- da McDonald’s, che però dice di non averlo fatto a seguito delle proteste dei consumatori e della trasmissione di Jamie.
La vedete quella lassù? Si, è una mucca volante!!! No, davvero…

Premetto che sono il curatore, e maggior contributore, della rubrica “Hamburger” di Ricette Rock e non posso certo venire “accusato” di essere un vegetariano/vegano alla ricerca di conversioni, ma amo Jamie Oliver da quando, in una puntata, ha mostrato ai bambini ospiti in trasmissione come si fanno i chicken nuggets di McDonald’s, ossia con qualunque scarto del pollo: pelle, ossa, cartilagini, interiora (tutto, basta che la carne sia in percentuale bassissima) finemente triturati e un’abbondante aggiunta di roba chimica per renderli più appetibili e più o meno commestibili.
A onor del vero, i bambini hanno poi decretato la vittoria delle pepite “di pollo” che gli hanno visto fare sotto i loro occhi inizialmente strabuzzati e orripilati, ma il sasso è stato lanciato ed ha colpito molti, moltissimi genitori che hanno cominciato a chiedersi “ma cosa diamo, e cosa danno le scuole, da mangiare ai nostri figli?“.

Questa volta, invece, la vittoria di Jamie contro il “pink slime” è stata totale ed ha visto capitolare alla fine anche il gigante del junk food McDonald’s. Si, perchè alla fine, la domanda che ci si deve porre è una sola, ossia “Ma se questa delizia proteica è sana, sicura e così meravigliosa, perchè i produttori/utilizzatori non vogliono che sulle confezioni ci sia scritto ‘contiene il __% di LFBT’ in modo che io, consumatore, possa decidere se comprare o meno il prodotto?
E’ interessante la risposta dei produttori di carne (in inglese), colpiti duramente nell’unico posto che gli interessa (il portafoglio…), che hanno cominciato una campagna multimediatica per controbattere l’ira dei consumatori, una volta tanto un po’ più attenti. Tra le perle dell’articolo:
– “Ci vorrebbe troppo tempo a un macellaio esperto per separare manualmente questo prodotto con un coltello”;
– “Il LFBT viene mischiato con carne macinata in una percentuale non maggiore del 15%.  Quindi il LFBT può essere mischiato a carne più ricca di grasso risultando in un prodotto finale più magro che mantiene la stessa consistenza della carne trita tradizionale”;
– “Gli economisti si aspettano un picco nel prezzo della carne scelta e sceltissima, oltre a una potenziale carenza della stessa, in quanto le maggiori catene di fast-food e supermercati hanno eliminato l’utilizzo e la vendita di LFTB a causa della reazione dei consumatori”;
– “Si stima che servirebbero 1,5 milioni e mezzo di capi in più all’anno per compensare l’offerta se non si potrà più utilizzare il LFTB”:
Sono certo che nulla di tutto ciò ha a che fare con il fatto che rifilare questa roba a esseri umani renda molto di più che utilizzarla per mangime per animali. Alla faccia dei macellai esperti.

Sottolineiamo una cosa: quanto sopra è valido negli States: i fast-food in Italia non usano melma rosa.
Inoltre nell’Ue è vietato disinfettare la carne con sostanze chimiche ed è già in vigore una legge (vincolante dal 2015 e 2017) per specificare la provenienza di tutte le carni (non solo quelle bovine) in etichetta.
Purtroppo una definizione univoca di “carne separata meccanicamente” deve essere ancora raggiunta dai legislatori comunitari, quindi bisognerà aspettare ancora per una corretta etichettatura dei prodotti: non è una cosa da poco, visto che l’ingrediente in questione è ampiamente utilizzato nel ripieno delle paste fresche, nei wurstel, zuppe liofilizzate, in tutte quelle nefandezze pronte del genere spinacine/cordon bleu, alcuni salumi e in una quantità di prodotti a base di carne.

Detto questo, andate dal vostro macellaio di fiducia (o, meglio ancora, da uno di quegli allevatori che ancora tengono gli animali al pascolo) e fate tritare sotto i vostri occhi un bello spinacino non tirato a lucido o, meglio ancora, un misto di spinacino e ganascino. Preparatevi i vostri hamburger e poi rilassatevi leggendo “Fast Food Nation” (che ha ben poco a che fare con il film dallo stesso nome, più docufiction che fedele trasposizione): quello che faranno le catene di fast-food non avrà più impatto sulla vostra dieta, ma potrà averlo sulle vostre scelte.

Ma nella carne non dovrebbero esserci fibre muscolari? No, se è trasformata in melma rosa...

Ma nella carne non dovrebbero esserci fibre muscolari? No, se è trasformata in melma rosa…

Enrico Salvini

Metallaro, papà casalingo 24/7, motociclista (momentaneamente appiedato, ma con tre cassonetti a due ruote fuori uso in garage), amante di viaggi, serials, film, comics e tavole originali. Cinque anni di istituto alberghiero buttati giù per lo scarico, ma difficilmente ricevo rifiuti quando invito amici a cena. Se portassi simboli religiosi addosso, alla catenina ci sarebbe appeso un hamburger, medium-rare. Curo la rubrica RicetteRock su Panorama.it


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